Corpi Acustici

Corpi Acustici, un percorso che mette al centro l’espressione artistica: musica, parola, corpo, scena.

Corpi Acustici

Ha preso via il 15 Marzo 2022 il progetto Corpi Acustici a cura dell’associazione Fuori Contesto in collaborazione con il Conservatorio Santa Cecilia e Hubstract- Made for Art.

Un percorso che mette al centro l’espressione artistica: musica, parola, corpo, scena. Finalità generale è quella di rendere accessibile il linguaggio del corpo, del movimento, della parola, della musica, a tutti, senza preclusione di età, di esperienze e di condizioni fisiche e mentali.

Il percorso è rivolto a persone con disabilità e non, in particolare agli studenti e le studentesse del Conservatorio Santa Cecilia con laboratori di musica strumentale, musica d’insieme e dalcroze, teatro e danceability.

Un lavoro che parte da singoli gesti e li fa crescere, li muove fino a portare ciascuno a raccontare una propria storia. La narrazione in questo percorso diventa fondamentale: la parola è danzata, mossa, resa col corpo oltre che con la voce.

 

Il percorso teatrale

Il corpo vuole farsi sentire, è acustico. Allora noi ci metteremo in ascolto, in relazione con noi stessi, con gli altri, con lo spazio e le suggestioni dell’esterno, per comporre una musica di movimenti, parole, gesti. 

Il percorso inclusivo di teatro e movimento “Corpi Acustici” pone l’accento sulla possibilità di espressione attraverso il corpo, la parola, la musica perché insieme possano formare un’orchestra armonica di storie differenti tra loro, proprio come gli strumenti musicali. 

Il percorso si è concluso con lo spettacolo dal vivo – che si è avvalso anche di scenografie digitali – del gruppo di lavoro a Novembre 2022. Di seguito, maggiori informazioni riguardo allo spettacolo conclusivo.

 

Lo spettacolo

Corpi Acustici è uno spettacolo di teatro, musica e danza nato dal laboratorio teatrale che ha coinvolto un gruppo integrato di persone con e senza disabilità, uniti da un unico comune denominatore, l’espressione artistica: musica, parola, danza.

Uno spettacolo corale, dove ogni gesto e parola racconta l’essenza di ogni partecipante e del gruppo che ha lavorato insieme. Anche le musiche nascono dalla ricerca musicale condotta dagli allievi musicisti con i Maestri del Conservatorio Santa Cecilia, adattando e riscrivendo brani dal loro repertorio classico e jazz finalizzati allo spettacolo.

Un gruppo di 27 elementi, ognuno col suo strumento, la sua voce. Corpi che vogliono farsi sentire, acustici. Un silenzio. Un violino e tutti intorno a cercare il motivo del silenzio. E la sua voce, nascosta in un angolo remoto del respiro, tornerà a cantare.

Dalla presa di coscienza dell’incomunicabilità e delle barriere che si alzano nella vita quotidiana, che segnano spesso silenzi assordanti, lo spettacolo conduce lo spettatore alla consapevolezza che insieme queste differenze possono essere superate. Proprio il fuoco artistico, al di là di ogni differenza, lacera quei silenzi, li riempie di musica e bellezza superando ogni barriera.

Sullo sfondo, le scenografie digitali fanno da contrappunto alle parole e alle musiche in scena, valorizzando la splendida cornice della Sala Accademica del Conservatorio Santa Cecilia.

Lo spettacolo è stato accompagnato dalla mostra fotografica a cura di Fotografi senza Frontiere, che ne racconta il percorso laboratoriale.

Corpi acustici è anche un progetto complessivo che ha coinvolto allievi del Conservatorio Santa Cecilia con e senza disabilità in percorsi strumentali, di musica d’insieme e dalcroze, partecipanti interni ed esterni al Conservatorio nel laboratorio teatrale, con la realizzazione dello spettacolo teatrale, della mostra fotografica e di un video di backstage.

Corpi Acustici  è un progetto realizzato da Fuori Contesto, in collaborazione con il Conservatorio di Musica Santa Cecilia e Hubstract-Made for Art.

Il progetto Corpi Acustici è vincitore dell’avviso pubblico Comunità solidali 2020, finanziato dalla Regione Lazio con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Foto di Giorgio Palmera/ Fotografi senza frontiere